Patente e libretto con stesso intestatario, la solita mezza bufala che crea inutili allarmismi

patente e libretto

E’ il sito TgNews24.it, un autentico covo di bufale e post acchiappa-click, a rilanciare in queste ore una notizia vecchia ormai di tre anni, de-contestualizzandola e cercando di allarmare il più possibile il lettore col titolo, in modo da portarlo a leggere l’articolo.

Parliamo della flash-news secondo cui a partire dal 3 aprile se si viene fermati alla guida di un veicolo sul cui libretto di circolazione non compare lo stesso nome di quello sulla patente di guida si rischia una salata multa da 750 euro.

Cominciamo col dire che la norma è valida dal 3 novembre 2014 e che il modo in cui viene descritta dal (pessimo) sito in questione confonde totalmente le acque facendo passare per concreto un rischio che di fatto non sussiste.

L’articolo numero 94, comma 4-bis, del codice della strada è stato aggiornato per l’ultima volta nel 2010 (l’attuazione, come detto, è avvenuta quattro anni dopo) con la legge numero 120 e in effetti parla di sanzioni da 705 a 3.526 se chi conduce un veicolo non è l’intestatario dello stesso..

Ma andiamoci piano, i limiti di applicabilità sono immensi. Per prima cosa la norma non è retroattiva e quindi chi poteva disporre di un veicolo prima del 2014 non è tenuto a regolamentare un bel niente. L’obbligo di registrazione è inoltre valido solo quando l’uso di un veicolo non proprio è di oltre trenta giorni: il titolo dell’articolo, invece, fa credere che ad un semplice controllo può scattare la multa. Di fatto è un evento altamente improbabile se siete alla guida di un’auto di un amico o di un familiare, se non altro per l’assenza di documentazione che attesti tale utilizzo.

Detto che tale norma non vale per figli (che così possono ad usare l’auto dei genitori in tutta tranquillità) e per gli autotrasportatori, alla fine essa si riduce solo per società di autonoleggio, automobili in comodato d’uso, auto di rappresentanza e veicoli aziendali.

Insomma, stavolta la bufala gioca su una mezza verità, per altro vecchia di tre anni e mezzo. Che noia!

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